Il Docufilm “Notturno” al Festival del cinema di Berlino. E la Fnomceo lancia il secondo spot della campagna “E poi la vita, chi te la salva?”

“Esprimiamo la nostra solidarietà al medico e ai tre infermieri che sono stati aggrediti e picchiati dai familiari di un paziente deceduto perché affetto da una grave patologia, ritenendoli responsabili della sua morte. Siamo altresì vicini al Presidente dell’Ordine dei Medici di Caltanisetta, Giovanni D’Ippolito, e a tutto il Consiglio Direttivo. Apprezziamo e sosteniamo l’intenzione dell’Omceo nisseno di costituirsi parte civile nel processo contro i responsabili”.

Così il Presidente della Federazione nazionale degli Ordini dei Medici (Fnomceo), Filippo Anelli, commenta l’ennesimo episodio di violenza, accaduto nei giorni scorsi a Gela. A darne notizia, ieri in tarda serata, il Presidente dell’Ordine dei Medici di Caltanisetta.

Non sono accettabili le violenze contro i medici e il personale sanitario, perché la loro priorità è salvare le vite degli altri e non difendersi dagli aggressori che ne mettono a repentaglio l’incolumità – aveva dichiarato D’Ippolito -. Occorre riavvicinare medici e pazienti, colmando la distanza che si è creata negli ultimi anni e ristabilendo la fiducia, che è uno dei più efficaci deterrenti contro i ripetuti atti di violenza. La violenza è un problema che condiziona ogni giorno l’impegno e il sacrificio dei medici, degli infermieri e degli operatori sanitari, impedendo di fatto al sistema di rispondere in modo efficiente ai bisogni di salute dei cittadini. Per questo chi aggredisce un medico danneggia tutta la comunità”.

“Ci auguriamo che il Disegno di Legge sulla sicurezza degli operatori sanitari vada presto in Aula alla Camera, compatibilmente con l’emergenza dovuta al Covid-19, e sia poi celermente approvato in via definitiva – aggiunge ancora Anelli -. Quello che più occorre, però, è un cambiamento culturale, che, soprattutto in questo momento di emergenza in cui i medici sono sottoposti, ancora più del solito, a surmenage lavorativi e problemi organizzativi e i pazienti sono allarmati e frastornati dalle tante notizie, a volte contradditorie se non vere e proprie fake news, porti a capire che siamo tutti dalla stessa parte, a difesa della salute. Perché, come dice la nostra campagna, se aggredisci il medico poi, la vita, chi te la salva?”.

E proprio oggi è stato diffuso sui social il secondo degli spot della campagna, a cura dell’agenzia Kibrit & Calce. Protagonista, un ragazzo: il malore sul campo di calcetto, la corsa in ospedale, la gratitudine verso il medico che lo ha salvato. Potete vederlo sul canale Youtube e sui social Fnomceo. Mentre il Docufilm “Notturno”, che – prodotto da Draka Production in collaborazione con Fnomceo – raccoglie le testimonianze di medici aggrediti e di giornalisti, intercalati da parti di fiction (tra i protagonisti, Maria Grazia Cucinotta) è in catalogo al Festival internazionale del Cinema di Berlino.

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